Fluisce la musica dentro di noi, serpeggia; come un’eterna onda sparisce e ritorna.
Finalmente l’armonia ci invade commovente.
Finalmente incominciamo a diventare pitagorici.
Finalmente i numeri sono quel che sono, cioè parole, materia, emozioni, lacrime, risate, rombi, sussurri.
Le vibrazioni compongono ogni cosa e ci informano che tutto è un singolo insieme, una singola espressione, una manifestazione di ciò che chiamiamo esistente, materia, realtà. Tutto è fatto di vibrazioni che decriptiamo in base alla loro frequenza.
Galleggiamo in un oceano, essendo mare noi stessi, galleggiamo in un oceano di punti che allo stesso tempo sono onde e che chiameremmo stringhe se stringhe fosse il nome perfetto, ma non c’è un nome perfetto per qualcosa che non riusciamo a capire e né tantomeno a spiegare.
Non siamo mai stati più vicini di adesso alla verità, ma chi la vuole davvero? Chi potrebbe voler sapere che ogni singolo atomo dei miliardi di miliardi di cui siamo composti è un completo sistema solare? Vogliamo davvero sapere che ogni infinitesimo punto, o ogni onda, è legato intimamente e indissolubilmente a tutti i miliardi di miliardi di miliardi di altri punti o altre onde perché facenti parte dell’identico oceano che li contiene e perché da loro stessi composto?
Chi vuole davvero sapere che c’è una fisica che è matematica perché i numeri sono il linguaggio dell’universo ma che è anche pensiero puro, c’è una fisica che è razionale e irrazionale, che è oggettiva e soggettiva, che è dimostrabile e indimostrabile e tuttavia perfetta, capace di spiegare allo stesso tempo sia l’esistenza che la non esistenza di Dio?
Se solo la filosofia sapesse farsi nuova e riappropriarsi della natura delle sue radici, delle sue origini, se solo riuscisse a spogliarsi del polveroso e piroettante e inutile e ridondante e obsoleto vecchiume che ha incominciato a ricoprirla fin da subito dopo Platone, se solo i filosofi fossero così illuminati da capire che dopo il 1900 essi stessi potrebbero essere tra i pochissimi capaci di spiegare la meccanica dei quanti, allora potrebbero finalmente occupare il ruolo che, tra il 500/600 A.C. Talete e Anassimandro e Anassimene e Confucio e Pitagora e Lao Tzu e Buddha avevano incredibilmente e contemporaneamente preparato, cioè il ruolo di coloro che si fanno carico di indagare il mondo e di spiegarlo con le parole, di spiegarlo, redimerlo, elevarlo, salvarlo portandolo alla luce della Conoscenza.
Oggi, altrettanto incredibilmente, il mondo è a un soffio dal poter essere interpretato, la Conoscenza necessita di un piccolo grande sforzo. Plank, Einstein, Poincaré, Bohr, Heisenberg, scienziati e visionari, ci spingono verso la comprensione delle cose. Siamo un gradino sotto e basterebbe un saltello che i pensatori, filosofi e visionari, dovrebbero riuscire a fare per sollevarci tutti, oppure, è inutile girarci intorno, oppure farebbero meglio a smetterla di agonizzare e inevitabilmente, definitivamente, semplicemente, scomparire.
Sei un Grande!
Il Narratore che riesce ad aprire cuore e mente, una preziosità.
Grazie Fabio.
Cuore e mente in te evidentemente sono già aperti e godono nell’essere sollecitati e stimolati.
Continua a essere come sei. Essere “esemplari” è il meglio che possiamo fare per noi stessi e per gli altri.