12 Settembre, 2026

Elvira

È venuta lì dove lavoro, è venuta a trovarmi appena rientrata. Si è messa a scrivere su un bancone e mi ha lasciato dei foglietti. È una cara amica, la conosco da decenni.

 Caro Amico

Sono qui insieme a G. per salutarvi e per raccontarti la bellissima, dolorosa, ma carica di energia e color del tramonto che è l’avventura del tuo libro, così piccino, così straordinario. Improvvisamente si aprono i cieli della nostra vita, si dissolve l’incapacità di comprendere appieno il senso delle cose che ti sfiorano, l’emozioni bloccate delle cose quotidiane… ciò che sempre cerchiamo, però caro questo grazie al tuo “regalo”. Continua con questo tuo scrivere che rammenta dipinti francesi antichi e ti dico: io da qualche tempo riesco, talvolta, a guardarmi nel modo in cui tu racconti e spieghi e credo che ti questo dovremmo parlarne.

La tua penna è piccola e magica, il tuo volto splendido mentre nel tuo quotidiano riesco a intravedere un tuo mondo che ho sempre visto e che Titty ha saputo costudire quale “vera” compagna della tua vita. Amala sempre!!!

E.