Narratore

Tra i libri più antichi del genere umano c’è l’Epopea di Gilgamesh che è una versione di circa quattromila anni addietro redatta su versioni precedenti. Tra i libri cosiddetti “storici” della Bibbia c’è Genesi in cui si racconta degli abitanti di Sennaar che furono condannati da Dio alla confusione delle idee e delle lingue perché avevano voluto costruire una torre la cui vetta sfidasse il cielo. Mauro Vasta descrive un ragazzo, Babel, figlio di un re pastore. che se ne va per le plaghe della Mesopotamia, sulle orme di Gilgamesh, a cercare la torre, passando di avventura in avventura. Ma c’è un ragazzo Babel anche ai giorni nostri che nelle storie della sua crescenza (con il compagno d’infanzia Nini, con un professore erudito, con i datori di lavoro, con le ragazze Angelina ed Elena, con un tessitore di reti, con un contemplatore delle stelle) cerca anche lui a suo modo la torre, dentro e fuori di sé, che gli consenta di intravvedere la verità prima e ultima delle cose.
Babel Babel è una sorta di poema, in cui si fondono realismo e visionarietà, prosa e poesia in un’arcana armonia, in una categoria dello spirito che attesta l’eterna ansia di trascendenza del genere umano.
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