
Cinquantasette secondi prima di morire è un racconto scritto tutto al presente, quasi come vivendo nel singolo istante, senza il prima, senza il dopo, un po’ come la vita che forse non è altro che un continuo inanellarsi di tempi presenti, un po’ come la morte che forse sarà il raccogliersi in unico istante di tutti quei tempi presenti in cui siamo stati davvero noi stessi.
Il racconto, coinvolgente, emozionante ed intrigante ad una prima lettura e alle successive, si presta alla rievocazione di immagini particolarmente vive e alla riflessione sulle numerose problematiche che sottende.
Piacevole ascoltare i racconti dei “bambini” di pascoliana memoria che, dopo un drammatico ma momentaneo silenzio “scoppiano dentro” riporta alla primigenia, fallita aspirazione dell’intera umanità. Non a caso, forse, fra loro sopravviverà solo il più ingenuo, quello che guardandosi in uno specchio che sembrava irraggiungibile ha creduto di spiare “nel mondo dei grandi”; quello i cui occhi felici al di là dello specchio rimangono, con il “trillare” delle sue biglie colorate, nel cuore del lettore.Barbara