Caro amico mio,
la vita ci sta scorrendo dentro e fuori. Leggo queste pagine e rivedo lo sguardo dei tuoi ragazzi e quasi mi commuovo perché è il tuo stesso sguardo sul mondo, che osserva e annusa la vita, attento a non guastarla, e questo è il tuo vero successo. Ma tu sei riuscito ad andare oltre con queste pagine, hai attraversato le esperienze di ciascuno per restituirle con la scrittura. Tu scrivi…io leggo e mi rimandia infiniti volteggi dell’anima tra amore, dolore, tenerezza, nostalgia, tristezza, speranza. La tua scrittura diventa dura e implacabile in questo percorso, ma richiama ogni fibra del nostro essere ai ricordi più antichi, a quelli che ci hanno unito e a quelli che ci hanno diviso, a quanto abbiamo vissuto ed esplorato, a tutto ciò cui tutti aspiriamo oltre il dolore- l’amore. Così, in una progressione spontanea, il tuo linguaggio, più che in passato, si è liberato di ogni argine, irrompe furioso dove la vita si fa dolore, si addolcisce e diventa sogno quando si abbandona all’emozione. Ci richiama ad essere migliori, ad accantonare il senso di precarietà della nostra piccola esistenza per incantarci e lasciarci sperare. Ti racconterò un giorno del dolore che anche io conosco, ma che tu hai saputo raccontare in tutta la sua furia montante sino a quel momento in cui, estenuanti, lo abbiamo lasciato andare per abbandonarci e accettare, riuscendo a cogliere finalmente quel momento, unico, in cui le anime si incrociano e si fondono in infinite schegge di speranza. Leggo, rileggo, vivo. Attraverso con te storie e luoghi dei tuoi personaggi del cuore e mi sento, forse, più vulnerabile, ma arricchita e pronta ad accogliere. Continua a parlarci, a raccontarci di noi perché non dimentichiamo.
Elvira