So di essere di parte per via del legame che ci unisce.
So di essere di parte anche perché condizionato dall’affetto profondo.
So di essere di parte e quindi probabilmente poco obiettivo.
Qualcuno quindi, legittimamente, potrà pensare che il mio possa non essere un giudizio attendibile, proprio per questo mio essere così tanto di parte.
Eppure…
Eppure “L’amore da dentro” scritto da mio fratello Mauro, è una delle cose più belle lette da tanto tempo.
Lo avevo avuto tra le mani, a pezzi e in versioni non rifinite, già diversi anni fa e la lettura, con quella scelta letteraria di una scrittura quasi senza punteggiatura che mi aveva disorientato, mi era parsa in un primo momento difficile da seguire.
Glielo dissi e Mauro, conoscendo bene le mie passioni, mi aveva suggerito di leggere il libro pensando alla musica.
Ho provato a farlo senza grande convinzione perché per me la musica è fatta di pause, di accelerazioni di cambi di ritmo che non mi sembrava di riuscire a cogliere.
Fin quando non ho capito che la sua idea di musica era diversa da quella che avevo in mente io, le pause, il ritmo lo davano le parole stesse, ogni parola emetteva un suono, bisognava solo lasciarsi trasportare dalla musicalità delle parole.
Quindi questo libro mi si è manifestato nella sua straordinaria bellezza quando ho iniziato a leggerlo per quello che è, cioè una lunga, affascinante e appassionante poesia.
Una poesia in prosa, ovviamente, e leggere il libro con questo spirito, mi ha consentito di trovare una chiave di lettura che mi ha aperto la mente e il cuore e mi ha consegnato un libro straordinariamente bello.
La conferma me la ha data l’altrettanto straordinaria interpretazione di Giancarlo Davoli con la lettura di alcuni brani.
Questo libro è poesia, ecco, nient’altro che poesia e parla all’anima, al cuore, alla mente e a ogni parte del nostro corpo riuscendo a toccare vette sublimi, con una scrittura che ti possiede e ti conduce verso coinvolgenti e sconvolgenti emozioni.
Luciano