12 Settembre, 2026

Laura

Questa mail fu una sorpresa, lei una donna che ho sempre stimato, una studiosa, una appassionata di letteratura e del bello.

Caro Mauro (ci davano del tu? ci daremo del tu?), ho appena finito di leggere il tuo ultimo racconto ho sentito urgente il bisogno di farti giungere, senza filtri mediazioni cerebrali, tutta l’emozione di cui sono ancora carica. Ho letto le ultime pagine quasi trattenendo il fiato, a un certo punto mi sono imposta una pausa per riprendere respiro. Poi mi sono asciugata le lacrime. E ho aspettato che il silenzio della sera mitigasse la gioia e l’ebbrezza e il piacere puro della lettura. Così con Kundera (La vita è altrove, cosi con Chatwin (Anatomia dell’irrequietezza o con L’odore dell’India di Pasolini o con altri minuti granelli di un mio rosario personale. I libri che fanno piangere. Quelli che entrano nel circuito delle emozioni, che fanno corpo unico con il tuo corpo-memoria (ero giovane, ere gravida, avevo acido, ero a Ustica una spiaggia di Capo-Colonna… o distesa sul divano in a pomeriggio piovoso di dicembre): le Itache di approdo nell’odissea tormentata di ogni lettore inquieto. I libri bevuti con la voracità degli assetati o che poi riposano per mesi al tuo capezzale perché be pagino riletta a come un sorso d’acqua nelle notti aride di tante letture “di servizio”.

Bello, bellissimo, più bello, più intenso e toccante (posso dirlo?) di quelli che lo hanno preceduto, Cinquantasette secondi prima di morire entra nel mio scaffale emotivo e mi porta a chiederti di rivelarmi qualcosa al più sul tempo, sul ritmo, sul mondo-vissuto che lo origina. Ma ti confesso che mi risveglia una curiosità più radicale (magari più morbosa?) sul tuo mondo, che mi immagino così prossimo e cosi remoto. In che mondo vivi mai, per dare il corpo che sai alla parola narrabile? Per farla correre come un brivido ininterrotto sulle corde emotive di chi la incontra? Di che forma, di che odori, di che colori si informa, si nutre, si colora il tuo tempo vissuto? In che paradiso (o in che inferno) esistenziale hai soggiornato, per riuscire a signoreggiare con tanta maestria sul presente? 

Mi fermo qui, e ti saluto con Immensa gratitudine!

L.