12 Settembre, 2026

Renato

Renato è un animo gentile e un amico. Ha un suo proprio equilibrio che lo sostiene e gli fornisce gli strumenti per navigare il mondo. Mi scrisse una e-mail molto coinvolgente e ispirante.

Se è vero che ogni cosa esiste da quando ha un confine, ed esiste proprio in virtù di esso (cosa è una stanza se non uno spazio delimitato da alcune mura), anche la nostra vita ha un senso se ha questi confini, e quindi se ha un inizio, ma anche una fine. Questa consapevolezza del nostro confine ci dà una grande forza e non ci fa paura anche perché la grandezza del nostro spazio-vita, è che non sappiamo quando arriverà il 57° secondo. Attraverso il tuo libro, ho avuto la sensazione di leggere un “suono” mi risuonava di continuo l’OM), un suono che accordava la mia mente e il mio corpo. E siccome credo che abbiamo bisogno di accordarci di continuo (così come la chitarra e qualsiasi strumento musicale) questo libro può servirci a trovare un equilibrio, che siamo pronti a perdere per poi ritrovarlo ancora. Tutto questo attraverso un percorso che ci porta dentro di noi e ci invita a cercare e a cercarci, e capire che ogni malessere è solo nostalgia, nostalgia di tornare a casa, a casa nostra (ricordo quando ero bambino che dicevo ai miei genitori quando torniamo a casa nostra”), dentro di noi per ritrovare quell’ armonia che ci dà la possibilità di riperderla per poi riconquistarla e vivere tanti 57 secondi. La fine coincide con l’inizio e viceversa, così come nel simbolo del TAO, quando si raggiunge il massimo si inizia qualcosa di nuovo, e così via in continuo movimento. Le parole del tuo libro creano movimento e il movimento ci dà la vita anche quando ci conduce alla morte. E una vita vissuta è come uno strumento musicale che viene usato, e ha bisogno di essere spesso accordato per trovare la giusta vibrazione, giusta vibrazione che ho trovato leggendoti e rileggendoti.